nati prematuri

Oggi è la giornata mondiale dei Nati prematuri ed è per questo che voglio raccontare la nostra storia.
Una notte di paura, di emozione e di amore puro. Dopo il parto avviene tutto così lentamente che sembra sia passata un’eternità. I ricordi restano vividi nella testa e soprattutto nel cuore. Vi racconto la sera che Beatrice ha deciso di rendere felici mamma e papà.

Giornata mondiale dei nati prematuri: la mia storia

Ho dei ricordi vivissimi di quella sera.
Alle ore 21.00 l’ostetrica mi dice: “Lei è a rischio e lo è anche sua figlia quindi tra mezz’ora ci prepariamo e facciamo il cesareo d’urgenza”.
Freddo, ho sentito il gelo attraversare il corpo. Toccavo insistentemente la pancia e mi assicuravo fossi lì a sentire tutto, anche le mie sensazioni.
Tutto passava così velocemente.
Non mi sono resa conto di nulla se non dei tuoi calcetti. Ho toccato il pancione e ti ho detto: “tra poco ci vediamo amore”. Calcetto.

Dopo il catetere vescicale, la dolorosa puntura spinale e dopo tutta quella morfina nel corpo, alle ore 22.41 sento il suo pianto e inizio a piangere.
Non ti appoggiano sul mio petto, nè mi fanno baciare la tua testolina. Dopo ore di osservazione nella stanza accanto alla sala parto, torno in stanza la mattina alle 7 e tu non ci sei.
L’infermiera viene a controllarmi e mi aiuta a mettermi seduta sulla carrozzina, perchè dopo il parto cesareo non ci si regge proprio in piedi. Senza contare la morfina che rendeva tutto più strano.

La prima volta che ti ho vista, amore mio, è stata in foto, il tuo papà è riuscito a scattarne bellissime.
Foto che restano impresse nel mio cuore per sempre, nonostante il magone che mi porto dentro per non essere riuscita a sentirti sul mio petto.
Essendo tra i nati prematuri, il giorno dopo sono corsa da te in terapia intensiva e non ho smesso un secondo di starti accanto. Tutti i giorni passati senza te erano devastanti, ne avevo fatto una malattia e mi davo delle colpe che in realtà non avevo, perchè può succedere di star male e partorire prima. Pensa amore che dormivo con il pupazzetto che ora ti piace tantissimo.

È stata dura ma siamo andati avanti superando tutto. Siamo stati tre guerrieri.

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Scritto da:

MammeinTilt

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