fase no

La fase del “no”, i terribili due e per finire la mostruosa adolescenza. Finiremo mai, noi genitori? Finiranno mai i capricci, i “no” urlati a squarciagola, i piedi puntati e le lotte per andare a dormire?! Ovviamente nessun bambino vuole sfidare i propri genitori, si tratta di cambiamenti e imparare a conoscere se stessi e i propri limiti.
Se state attraversando la fase del “no” sappiate che non siete soli.

Fase del no: di cosa si tratta?

Dai due anni in su, i bambini sperimentano i cambiamenti cognitivi importanti. Iniziano ad essere coscienti di ciò che vive attorno a loro e soprattutto di se stessi. Desiderano esprimere la loro opinione, imparare a usare la propria individualità e per riuscirci il modo migliore è opporsi.
Durante la fase del no il bambino inizia a rispondere in modo sistematico ad alcune domande, specialmente se in disaccordo, arrabbiato o stanco.

Come affrontarla

  • Capire il momento e soprattutto il processo cognitivo che affronta vostro figlio;
  • Insegnarli a fare a meno del “no” come risposta ma di esprimersi in modo più costruttivo;
  • Tantissima pazienza e non perdere la calma, evitare quindi di urlare e usare toni bruschi;
  • Permettere che facciano alcune scelte senza cedere nelle cose importanti, soprattutto per quanto riguarda le regole;
  • È solo una fase e passerà, tutti gli sofrzi fatti verranno ripagati d’amore e rispetto.

È bene ricordare che noi genitori siamo un esempio per i nostri figli, mostriamo di avere pazienza ascoltando le loro opinioni. Seppur piccoli, imparano a comprendere il mondo senza filtri e senza paure. Diamogli tutto il tempo per imparare.

Leggi anche: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Scritto da:

MammeinTilt

Siamo accoppiatrici professioniste di calzini, detector di oggetti smarriti, campionesse mondiali di occhiatacce.