donna

Cara donna ti scrivo

Abbiamo scelto di condividere il bellissimo pensiero di Denise, sull’essere una donna in una società retrograda e senza alcuna libertà di espressione. Sì, siamo nel 2020 e ancora dobbiamo sentire discorsi ignoranti in cui si definisce la donna una poco di buono per via dei suoi vestiti. “Andava in giro con la gonna corta e truccata come una T…”, questa è solo una delle frasi che siamo costrette a vivere, noi donne.

Donna, libertà e insegnamenti

19 settembre 2020.
Oggi compio 30 anni e tiro le somme; penso a quello che negli ultimi trent’anni le donne sono riuscite a raggiungere.
Parità dei sessi dicono, potere decisionale dicono, libertà di parola ed espressione dicono, diritto di essere e di amare dicono.
Tutti traguardi importanti, forti, come le donne che accompagnano la nostra cultura. Ma è proprio ciò che dicono che mi turba.
Oggi, 19 settembre 2020, ancora segnato e caratterizzato da un pandemia globale, dicono che le donne hanno conquistato la loro libertà.
Premettendo che la libertà è un diritto di tutti e come diritto non va conquistata, lo esprime la parola stessa DIRITTO!
Oggi 19 settembre 2020 leggo un’articolo che racconta ciò che è accaduto in un liceo di Roma; la Vicepreside (DONNA) proclama il divieto per le alunne di indossare le minigonne perché i professori UOMINI sono sensibili al fascino femminile e quindi “Gli cade l’occhio”.
Oggi leggo sul corriere della sera il titolo “Ridotta la pena per lo stupratore: per i giudici la vittima era troppo disinvolta”; leggo e sento commenti sulle donne che vogliono avere una carriera ed essere madri, oppure su chi vuole fare la mamma e non lavorare.
Mi sorge dunque spontanea la domanda: Cosa, noi DONNE abbiamo davvero conquistato?
La risposta, non che io sia troppo polemica, è semplicemente una: ricevere dei contentini che una società misoginia e maschilista ci ha fatto credere di aver conquistato!

Anni di battaglie

Dopo anni di battaglie mi ritrovo ancora esterefatta dalla politica, dalla cronaca, dalla comunità che ci schiaccia.
E il mio pensiero va inevitabilmente alle nuove generazioni, alle quali dobbiamo spiegare che la società non accetta le donne di carattere.
Una società che non accetta una donna libera di prendere in mano il proprio destino, la propria vita perché se no giudicata “troppo disinvolta” e di conseguenza “cade l’occhio”.
Dovrò spiegare a mia figlia che se si è estroverse si rischia di passare da vittima a complice del tuo carnefice, che per la società il modo in cui ci si pone o ci si veste determina la propria personalità.
Dovrò dire a mia figlia che se ci si mette la minigonna si è tentatrici, che tutto questo porta la bestia a fare della donna ciò che vuole.
La donna viene trattata da oggetto e che se decide di essere mamma non può avere anche una carriera perché per la società sei una mamma che non si occupa della famiglia.
Una mamma che fa crescere i figli agli altri perché le interessa di più il tuo lavoro e se invece decide di fare “SOLO” la mamma, verrà comunque giudicata una nulla facente, incapace di essere indipendente.
Definita una che non ha alcuna aspirazione nella vita, che dipende da un uomo!

Cosa voglio insegnare

E invece io, da buona testa calda quale sono, vado controcorrente!
Voglio spiegare a mia figlia, a mio nipote, ai miei fratelli, ai miei cugini e alle nuove generazioni che si stanno affacciando a questo mondo che bisogna lottare sempre, anche se si è stanchi.
Che se sei donna o uomo devi sentirti libero di indossare cosa ti fa stare meglio, che va bene se vuoi avere figli e dedicarti alla famiglia, che va bene se vuoi fare la mamma ma avere anche una tua indipendenza, oppure che va bene pure non volerne figli.
Voglio trasmettere il messaggio che nessuno mai dovrà permettersi di trattarti come oggetto, perche TU sei una persona una DONNA, tu sei UN ESSERE UMANO e nessuno può permettersi di calpestare la tua dignità e i tuoi diritti!
Voglio dire alla prossima generazione di donne che non siete voi sbagliate, non avete colpe se “siete disinvolte” o se “gli cade l’occhio” è la società che è sbagliata.
Oggi 19 settembre 2020 porto i miei 30 anni sulle spalle, che non sono ne troppi ma nemmeno pochi e guardo avanti ai prossimi 30 anni che verranno e mi auguro che le donne conquistino davvero il diritto di essere donne, e mi auguro e spero che le generazioni future siano più forti, intelligenti, colte in modo da curare una società che ancora oggi è fondata sul patriarcato e che non da spazio alla personalità di ognuno di noi!