disturbo da deficit di attenzione

Che cos’è il Disturbo da deficit di attenzione?

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività rientra tra i Disturbi del Neurosviluppo.
L’ADHD è caratterizzato da Disattenzione, Iperattività e Impulsività.
Questi sintomi si presentano in più contesti di vita: es. casa, scuola, contesti sportivi/extra-scolastici.
La persistente presenza e l’intensità dei sintomi interferiscono in modo significativo con lo sviluppo del bambino, arrivando anche a compromettere il rendimento scolastico e le relazioni interpersonali.

Come favorire la gestione del bambino con ADHD a casa e a scuola?

Ecco alcune strategie:

Sottolineare e valorizzare i comportamenti adeguati.
Rimuovere stimoli piacevoli in conseguenza a comportamenti non adeguati. Stabilire regole semplici, chiare ed espresse in forma affermativa: se gli viene detto solo ciò che “NON” deve fare, il bambino non saprà qual è il comportamento adeguato da adottare; può essere utile ragionare insieme al bambino su quali comportamenti sono adeguati, quali invece non saranno accettati e le relative conseguenze.
Creare un contesto di prevedibilità: a casa organizzare la giornata con routine fisse e stabilire in anticipo l’orario per i compiti, la TV, il gioco, i pasti; a scuola anticipare le attività che si faranno e per quanto tempo, eventualmente anche con l’utilizzo di agende visive (strisce temporali).

Programmare brevi pause frequenti, in particolare durante compiti lunghi e ripetitivi.
Fornire una “banca” delle attività che è possibile svolgere durante i momenti di tempo libero (es. intervallo) durante i quali, essendo sovente situazioni caotiche, è più probabile la manifestazione di comportamenti-problema.
Non dare come “castigo” la rimozione dell’attività motoria (es. non fare l’intervallo o la pausa): l’iperattività è una caratteristica primaria dell’ADHD e origina da un “impulso cerebrale”; per il bambino è qualcosa di irrefrenabile, che sente il bisogno di fare. Non è quindi appropriato cercare di fermare l’iperattività motoria, dicendo al bambino di “stare tranquillo” o di “smetterla”; al contrario è importante trovare strategie per “incanalare positivamente” la sua necessità di muoversi.

Alternare le attività didattiche con altre che consentano di alzarsi e muoversi un po’, come: raccogliere materiale, distribuire libri, portare comunicazioni fuori dalla classe.

Proporre un’auto-valutazione alla fine della giornata.
È importante dimostrare coerenza con le regole e le relative conseguenze stabilite. L’obiettivo primario è aiutare il bambino ad analizzare le conseguenze di un’azione e controllare i comportamenti non adeguati.

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Scritto da:

MammeinTilt

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